Attento a ciò che chiedi

Mi si sente spesso dire di stare molto attenti a ciò che si chiede perché la risposta arriva si, ma di solito sotto una forma inaspettata:

Se chiedi pazienza non ti arriverà la pazienza ma l’opportunità di sperimentarla e allenarla.

Se chiedi serenità non ti arriverà la serenità ma l’opportunità di sperimentarla e allenarla.

Se chiedi gratitudine non ti arriverà la gratitudine ma l’opportunità di sperimentarla e allenarla.

Ecco perché quando sei lì lì che prendi finalmente la decisione di lasciare il lavoro, prendere una decisione che rimandavi da tempo, prenderti cura di te, ecc. ad un certo punto “sembra” che tutto ti si ritorca contro.

“Ho deciso finalmente dopo anni di prendermi un week end tutto per me e fare un viaggetto con i soldi messi da parte” ed ecco che si rompe la macchina.

“Ho deciso finalmente di dare una nuova opportunità ad un mio collaboratore che fino ad ora è risultato inaffidabile”  ed ecco che disattende nuovamente le tue richieste.

“Mi sono ripromesso di essere più flessibile perché ho finalmente capito che la mia rigidità non mi ha portato altro che problemi” ed ecco che “ti capita” un figlio ingestibile, fuori da ogni regola.

“Mi sono data come regola l’essere più paziente” ed in un colpo solo tuo figlio fa i capricci, ti casca la spesa dalle mani, non trovi le chiavi della macchina e qualcuno ti stressa col clacson per liberare il parcheggio.

Il regalo più grande che la Vita possa fare a genitori rigidi è dar loro figli ribelli.

Detta così sembra una punizione, ma se hai capito il senso reale, di punizione ha ben poco, anzi.

Siamo tutti bravi  quando tutto intorno è tranquillo e le condizioni sono favorevoli, ma il vero equilibrio, il vero spessore personale, viene fuori quando intorno ci sono più cose da gestire che altro.

La nostra autogestione vera, mentale ed emozionale, si palesa quando siamo sotto pressione, è lì che possiamo misurarci, farlo quando è tutto nella norma ci darà una misura fittizia.

La vita ci dona costantemente l’opportunità di misurare il nostro grado di evoluzione, ma è necessario porsi le giuste domande e soprattutto “mettersi in ascolto” delle giuste risposte, che spesso non corrispondono alle nostre aspettative superficiali ma che soddisfano appieno le aspettative evolutive.

Pensaci la prossima volta che vorresti mandare tutto a quel paese e, per favore, vai a rivedere la tua domanda iniziale:

Cosa hai chiesto?

Molto probabilmente la risposta è arrivata da tempo, ma tu l’hai accolta come un ulteriore problema da gestire.

Condividi sui tuoi canali

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Linkdin
WhatsApp
Telegram